mercoledì 30 marzo 2016

ASPETTANDO WU MING...RINVIATO ALLA SESSIONE AUTUNNALE DEL XVII a.a.: LETTERATURA Tendenze nella nostra narrativa recente: il new Italian Epic secondo Wu Ming. 5-12-19-26 aprile 2016


ASPETTANDO WU MING!!
IL CORSO E' STATO RINVIATO ALLA SESSIONE AUTUNNALE DEL XVII a.a.
perchè avremo modo di ospitare in quel periodo  la presentazione 
dell'ultimo libro di Roberto Bui (Wu Ming 1)
Troverete i dettagli nel programma del prossimo anno accademico 2016-2017



LETTERATURA
Franco Pagnoni 
gratuito
Tendenze nella nostra narrativa recente: il new Italian Epic
secondo Wu Ming.
4 incontri (SERALE): martedì 5-12-19-26 aprile 2016

Tendenze nella nostra narrativa recente: il New Italian Epic secondo Wu Ming

Wu Ming, termine cinese che significa “nessun nome” ma anche “cinque nomi”, è lo pseudonimo che si son dati quattro-cinque giovani scrittori italianissimi, i quali hanno creduto di individuare nella nostra narrativa degli scorsi 20 anni una galassia di opere con tratti comuni che la configurano come un “neo-epico”. Sono opere in cui la vita della gente comune appare intrecciata a grandi vicende o dinamiche storico-sociali, opere che sono un misto tra invenzione romanzesca, reportage, ricerca storica, saggistica, autobiografia, prosa poetica, giallo o noir (oggetti narrativi non identificati, Unidentified Narrative Objects,  UNO), opere che prendono sul serio la materia trattata e credono nel valore della parola e delle storie, opere consapevoli che siamo a uno snodo della storia e della civiltà e alludono a un modo di sentirlo e viverlo.
E’ consigliabile la lettura di: Gomorra, di Roberto Saviano, sulla camorra; La presa di Macallè, di Andrea Camilleri, sulla maturazione di un adolescente siciliano al tempo della guerra fascista del 1936 in Etiopia (a piacere, anche Il birraio di Preston,  La rivoluzione della luna, Il nipote del Negus); 54 (vicende realistiche o possibili ambientate nel 1954) e Manituana (sulle lotte tra Indiani, Americani e Inglesi di fine ‘700), di Wu Ming (a piacere anche Timira, Point Lenana, La notte dei sonnambuli); L’ottava vibrazione, di Carlo Lucarelli, storia quasi gialla tra Etiopia ed Eritrea durante la guerra coloniale di fine ‘800; Romanzo criminale (sulla Banda della Magliana) e Nelle mani giuste (noir ambientato ai tempi di Mani Pulite e delle stragi di mafia nel 1992-93), di Giancarlo De Cataldo; Black Flag, fanta-western (?) ambientato a fine ‘800, fine ‘900 e nel 3000, di Valerio Evangelisti (a piacere anche Il sol dell’avvenire); Hitler, di Giuseppe Genna, biografia romanzata di Hitler; L’uomo che volle essere Peron, di Giovanni Maria Bellu, indagine quasi gialla sull’ipotesi che Juan Peron fosse in realtà l’emigrato sardo Giovanni Piras; Le rondini di Montecassino, di Helena Janeczek, sui soldati nepalesi, maori, indiani, sik, maghrebini, che parteciparono alle battaglie di Montecassino nel 1944 inquadrati nell’esercito anglo-americano; Sappiano le mie parole di sangue, di Babsi Jones, una storia-reportage dai Balcani, durante i bombardamenti “umanitari” della recente guerra jugoslava.

Franco Pagnoni

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