lunedì 23 aprile 2012

Martedì 15 maggio 2012 visita a Ome all'Orto Botanico delle conifere e al Borgo del Maglio

Chi giunge nella valle di Fus di Ome, dove e` ubicato l`Orto Botanico delle conifere coltivate si trova di fronte un paesaggio dove l`incontro con l`uomo sembra appena avvenuto. Occorre molta attenzione per non lasciarsi sfuggire il compito che gli uomini hanno assolto per creare paesaggi che fossero pieni anche di tenerezza. Questa e` la caratteristica dell`animo umano che e` occorsa per trasformare un territorio isolato dagli uomini, percepito come discarica abusiva in un progetto che diventa patrimonio nobile da tramandare alle generazioni che verranno. Tuttavia questo spazio si vorrebbe che fosse vissuto non come natura-riserva, dove bisogna entrare in punta di piedi per non disturbare, ma come luogo nel quale nessuno e` estraneo, nel quale si possono incontrare alberi che tutti possono piantare nel proprio giardino. Un Orto Botanico non deve per forza essere severo, dove lo studio per la conservazione della biodiversita` primeggia su ogni altra attivita`, esso deve per prima assolvere la delicata funzione di creare serenita` e gioia.Tutto il resto e` naturale conseguenza.



L’Antico Borgo del Maglio è costituito da vari edifici di rilevante valore storico e da un suggestivo contesto ambientale. La zona ha forma di un piccolo anfiteatro naturale, con un grande prato circondata da un bosco che sale sulle adiacenti colline Fin dal secolo XI è terra di mulini che permettono la macina del grano e la lavorazione del ferro. Tra i più antichi edifici si colloca la fucina (databile 1080), ora sede del Museo Il Maglio Averoldi. Caratterizzato da una ruota idraulica funzionante che ancora oggi muove il maglio e che permette di assistere a dimostrazioni di lavorazione del ferro.
Accanto al maglio vi è la casa dove abitò la famiglia Averoldi e che oggi è stata trasformata nella
Casa Museo Pietro Malossi e presenta un’ampia e variegata collezione privata di beni culturali, dalle armi alla mibilia, dalle stampe ai quadri ,un torchio ottocentesco . Di recente è stata inaugurata la sala armi bianche, esposizione di antiche armi orientali ed europee con una sezione dedicata alle armi bianche impiegate nella caccia. Uno spazio permanente dedicato a Francesco Gino Medici il primo degli incisori bresciani ad operare nel dopoguerra, erede di una tradizione che ha reso Brescia famosa nel mondo. Negli anni Cinquanta ha realizzato fucili per il presidente Usa Eisenhower e per la famiglia Agnelli, di grande pregio anche in altri campi come dimostra la medaglia consegnata nel 1976 a Paolo VI.



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